SPLIT PAYMENT

Rivoluzione nella fatturazione alle P.A..

Si prevede, infatti, che per tutte le cessioni/prestazioni effettuate nei loro confronti (il cui elenco è quello a cui si applicava l`Iva ad esigibilità differita, ex art. 6, c. 5 D.P.R. 633/1972, tuttavia ai sensi dei chiarimenti della Circ. 1/E del 9.02.2015 tale elenco non deve ritenersi tassativo) l`Iva debba essere versata dall`ente.

Due eccezioni:

– prestazioni/cessioni effettuate verso l`ente che agisce nella sua sfera commerciale, quindi con partita Iva, che rientrino nell`alveo del reverse charge. Quindi, per esempio, la pulizia dei locali dell`ente che agisce nell`ambito della sua attività imprenditoriale va in reverse. In tal caso, il detto regime prevale sullo split payment, quindi il fornitore emetterà la fattura senza Iva, indicando il regime di inversione contabile e l`ente dovrà provvedere ad integrare la fattura con l`Iva;

– prestazioni rese dai professionisti, ossia le prestazioni di servizi assoggettate a ritenute alla fonte a titolo di imposte sul reddito. Telefisco 2015 ha chiarito che tra esse rientrano anche le ritenute a titolo di acconto; in altre parole, trattasi di tutte le ritenute che saranno scomputate dalla dichiarazione dei redditi del professionista. In questo caso, quindi, continua ad operare il meccanismo dell`esigibilità differita, quindi l`Iva diverrà esigibile solo al momento del pagamento dei corrispettivi da parte dell`ente.
Il contribuente che, non rientrando nelle 2 eccezioni sopra citate, si troverà ad intrattenere rapporti con le Pubbliche Amministrazioni, dovrà emettere fattura in base a questo nuovo meccanismo.
La fattura dovrà indicare imponibile ed Iva distintamente, l`Iva da stornare e quindi il netto a pagare pari soltanto all`imponibile e nel corpo della fattura, come indicato dal decreto del MEF del 23.01.2015, pubblicato in G.U. n. 27 del 3.02.2015, dovrà annotare che trattasi di un`operazione in “scissione dei pagamenti”. Quindi, i contribuenti che in virtù del regime fiscale in cui operano (es. agenzie di viaggio, regime del margine), non devono esporre l`Iva in fattura devono ritenersi esclusi dal meccanismo dello split payment (risposta 13. – Quesiti Videoforum 2015 del 22.01.2015).
La P.A., a sua volta, verserà al fornitore l`imponibile e all`Erario l`Iva indicata in fattura. Come chiarito anche dalla relazione allegata al suddetto decreto, l`imposta diviene esigibile al momento del pagamento della fattura, ma l`ente può scegliere di anticiparne l`esigibilità al momento della ricezione della fattura. Quindi, se l`imposta indicata in fattura dovesse essere inferiore a quella dovuta, l`ente verserà, attraverso il meccanismo dello split, l`Iva indicata in fattura e il residuo dovuto presentando, entro 30 giorni dalla registrazione, un documento integrativo in duplice esemplare (art. 6, c. 8, lett.b) D.Lgs 471/1997). – così come chiarito dalla risposta 14 del Videoforum sopra citato. La Pubblica Amministrazione potrà, quindi, (tra le opzioni tra cui scegliere) versare entro il 16 di ciascun mese l`Iva cumulativa divenuta esigibile nel mese precedente.
Il risultato, tra gli altri, di questo meccanismo è che i soggetti che lavorano in prevalenza con le Pubbliche Amministrazioni si troveranno perennemente a credito non potendo più scomputarsi l`Iva a debito sulle vendite con l`Iva a credito sugli acquisti. Per questo motivo l`art. 8 del Decreto del MEF ha introdotto un canale di rimborso prioritario per tali contribuenti.